IL P.E.G.

Cose'è il progetto educativo di gruppo?

Il Progetto Educativo è uno strumento di lavoro per rendere l'azione educativa più mirata,continuativa ed efficace, perché rispondente ai bisogni reali. Il Progetto Educativo nasce da comuni scelte di fondo e si esprime concretamente nei programmi.
Esso offre una visione globale della realtà in cui si opera, cogliendo correlazione, orientamenti, necessità, senza lasciarsi condizionare dal contesto in cui si agisce e con una attenta distribuzione di risorse: in tal modo, si può pensare in termini di sviluppo, assicurando la miglior qualità di proposta al maggior numero di ragazzi.
Una occasione di confronto ed un comune impegno di crescita per i Capi, su i principi dei Patto Associativo e sulla condivisione di essi: quest'ultima deve poi esprimersi in un impegno concordato ed esplicito (il documento scritto dei Progetto Educativo).
Tale documento stabilisce la corresponsabilità di ciascuno dei Capi nei confronti della proposta educativa. Pensare all'educazione in termini di progetto è un modo di stimolare ed educare ad un atteggiamento attivo verso la realtà ed i problemi, da affrontare con rigore ed essenzialità, facendo il miglior uso di risorse.
I momenti di verifica dei Progetto Educativo danno coerenza e continuità all'azione educativa, assicurando coerenza nel tempo, memoria storica e trapasso di nozioni.

IL NOSTRO PROGETTO EDUCATIVO DI GRUPPO

ANALISI DI AMBIENTE

Il nostro quartiere appare differente sotto molteplici voci rispetto alla precedente Analisi d’Ambiente. Tor Sapienza non è più il quartiere - paese così come lo conoscevamo fino a circa cinque anni fa; infatti, le diverse etnie (rumeni, eritrei, rom, ed in genere persone provenienti dall’Europa dell’Est) stanno creando i propri centri di aggregazione in diversi punti della zona e difficilmente entrano in contatto tra loro o con la popolazione indigena, che non appare sufficientemente preparata ad accogliere questa diversità culturali, che avvengono sempre con maggiore frequenza.

Il gruppo scout sta cominciando anch’esso ad essere sempre più globale, includendo persone di differenti Paesi, e tenta di educare ragazzi al rispetto delle diversità. La popolazione media è passata da uno status economico medio - borghese ad una tendente precarietà economica causata anche dalla ricerca di stili di vita al di sopra delle proprie possibilità. In tale contesto, la Parrocchia, anche grazie alla sua locazione, rappresenta il crocevia del quartiere, sia come supporto a molte famiglie, oggi soprattutto italiane, sia come punto di aggregazione per molte etnie (Europa dell’Est) e per i giovani.

Costoro frequentano le scuole, rispetto alle quali si presenta un’offerta non sempre soddisfacente ma discretamente ampia: due scuole primarie e secondarie pubbliche ed una legalmente riconosciuta, e due istituti superiori. Oltre a ciò, i giovani hanno la possibilità di frequentare la polisportiva del quartiere, l’oratorio o il gruppo giovani, composto per lo più da ragazzi appartenenti a famiglie delle comunità Neocatecumenali, che rappresentano una realtà molto forte a Tor Sapienza.

Non si riscontrano altre opportunità di svago ed aggregazione, ed in generale i ragazzi non paiono interessati alla vita ed alla realtà del quartiere, il quale offre ben poco.

A Tor Sapienza non esiste un comitato di quartiere, ma ultimamente si è formata una realtà che lo sostituisce, l’Agenzia di Quartiere, al cui interno sono confluite quasi tutte le realtà associative e non del territorio stesso.

Di questa Agenzia fa parte anche la Parrocchia e, sebbene alcune realtà della Stessa abbiano aderito, per la nostra peculiarità educativa abbiamo preferito non farne parte, lasciando la decisione di partecipazione agli eventi che verranno organizzati alla discrezionalità della Comunità Capi.

A livello di viabilità il quartiere sta conoscendo un periodo di forte cambiamento dovuto in gran parte all’ultimazione della TAV che, in un futuro prossimo, potrebbe far sì che la zona sia un pò meno isolata e maggiormente considerata dalle autorità locali.

ANALISI DEI NOSTRI RAGAZZI

Sono  stati identificati alcuni punti di riferimento per i nostri ragazzi: la famiglia, gli insegnanti, i capi scout, i nonni e la parrocchia.

Tali cardini, che crescendo i ragazzi mettono in discussione e rinnovano in base ai propri bisogni ed alle proprie preferenze, possono essere distorti da vari modelli o persone di orientamento negativo.

Nonostante ciò i ragazzi hanno dei valori e, volendo stabilire una scala di priorità, sicuramente la famiglia e l’amicizia sono ai primi posti; in questo si nota però una difficoltà a saperli collocare a causa della superficialità e della scarsità di validi esempi.

I nostri ragazzi, soprattutto quelli più grandi, sono molto impegnati e spesso non sono in grado di stabilire delle priorità o di gestire fruttuosamente il loro tempo; quelli più piccoli, invece, sono soggetti alle decisioni dei genitori, e la quantità delle attività da loro scelte spesso si riflette negativamente sull’impegno ed il coinvolgimento profuso da ognuno all’interno dell’Associazione.

I ragazzi  non sembrano essere egoisti ma individualisti, probabilmente in modo inconscio non sono portati  a pensare alla dimensione collettiva. In generale sono insicuri, superficiali nel proprio stile di vita ed incoerenti.

D’altro canto crediamo che lo scautismo offra una valida alternativa alla mentalità comune, stimolando i ragazzi a maturare la propria capacità critica per non conformarsi a quelle che sembrano essere delle regole troppo spesso solo seguite e non comprese; ciò favorisce la formazione di un gruppo coeso, che è un mezzo per cambiare se stessi .

In riferimento ad uno degli obiettivi del precedente Progetto Educativo di Gruppo, che intendeva «recuperare il rapporto capi-genitori», grazie al lavoro svolto si sono raggiunti risultati molto positivi.

OBIETTIVI

Prendendo spunto dall’Analisi di Ambiente, la situazione ci spinge a puntare all’utilizzo della nostra scelta scout, nell’interazione con le altre realtà territoriali rendendo più evidente la nostra presenza sul territorio.

Sulla base dell’Analisi dei nostri ragazzi, sarà necessario dare una risposta all’incostanza, seguendo la strada dell’impegno, della responsabilità e della   progettualità, utilizzando l’avventura, la vita all’aperto e lo scouting come alternativa alla sedentarietà e alla comodità ed alla vita di oggi; il servizio, la comunità per contrastare la forte tendenza all’individualismo.

Sono chiari i riferimenti ai 4 punti di Baden Powell: formazione del carattere, salute e forza fisica, cammino di Fede, abilità manuale, come fondamento del nostro metodo educativo. Obiettivo del nostro essere educatori scout è il formare l’uomo e la donna della Partenza, avvicinandoli alle tre scelte del Patto Associativo; scelta scout, scelta di Fede e scelta politica, rendendoli consapevoli che la scelta di fede è in assoluto quella che costituisce il punto di continuità nella nostra vita di cittadini e Capi educatori scout, in quanto cristiani.

Nello specifico, le aree di impegno saranno:

-         un’attenzione alla partecipazione agli eventi parrocchiali. Una maggiore partecipazione agli eventi organizzati da altre agenzie educative del territorio, purchè finalizzati all’aspetto educativo a cui questo progetto fa riferimento;

-         il fermo proposito di focalizzare la nostra attenzione nei confronti dei ragazzi durante il loro cammino di crescita attraverso la loro Progressione Personale Unitaria, che nella sua globalità, aiuta il ragazzo e la ragazza nella crescita armoniosa in tutte le dimensioni della vita, nella presa di coscienza delle loro potenzialità e nell’accettazione serena dei propri limiti;

-         puntare alla progettualità come consuetudine di vita, utilizzando gli strumenti adatti secondo il momento di crescita del ragazzo e della ragazza;

-         nell’esclusivo interesse dei ragazzi, mantenere e migliorare ancora di più il rapporto capi/genitori, senza però che questo possa sminuire la centralità della Comunità Capi;

-         cercare di rendere autonomo il ragazzo e la ragazza rispettando i tempi di crescita di ognuno.

Questo PEG viene terminato, ed approvato dalla Co.Ca., come strumento educativo per i prossimi tre anni, in data gennaio 2007.

 

 

I VECCHI P.E.G.

 

1997-2000