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A.G.E.S.C.I. - Gruppo Scout Roma 108 - Tor Sapienza

Via di Tor Sapienza, 52 - 00155 ROMA (Italy)

roma108@lazio.agesci.it

 

   

  

 

   

   

 

 

   

   

   

   

   

 

FESTA DEL QUARTIERE 2008

Wall Street si è trasferita a Tor Sapienza

Sul dizionario dei sinonimi & contrari è possibile rintracciare qualcuno degli aggettivi che meglio definiscono l’edizione del Mercatino 2008: Buon esito, Affermazione, Riuscita, Successo, Trionfo, Vittoria.

Non lasciatevi ingannare dagli ultimi due termini, ridondanti e, per qualcuno, esagerati; perché è andata proprio così.

Come ormai spesso accade, quando si tratta di animare un evento il Roma 108 dimostra di non essere secondo a nessuno. Il Mercatino è stata l’ennesima riprova che il nostro gruppo è tornato ai massimi livelli in fatto di espressione e intrattenimento.

La Festa di Tor Sapienza attende da anni di essere rianimata, soffocata dal poco interesse dei giovani del quartiere e abbellita solo da qualche piccola bancarella di libri usati. Chi meglio dei bambini poteva dare una scossa alla sonnolenta domenica di festa…

Tutto il gruppo è partito con una gran voglia di fare, di stupire e di sano protagonismo, in perfetto stile scout.

Alle 15,00 già fervevano i lavori dietro la parrocchia, CoCa, Clan e CDA dei lupetti tutti insieme affaccendati a trasportare tavoli, giochi e costumazioni per la riuscita della manifestazione. Il montaggio degli stands è stato rapido e preciso, con ciascuno impegnato ad abbellire la sua postazione. Mentre il Clan montava le sue attrezzature, i super–lupetti hanno allestito un gazebo per limonate ed aranciate, pronti a dissetare i visitatori mercanteggianti.

Elemento di spicco della giornata sono state però le costumazioni.

Ammettiamo per un attimo che sia normale notare in una parrocchia cowboys, barbieri, scienziati pazzi, calciatori, cuochi e mastri circensi. Dal nulla spunta una biondona tutta curve da far impazzire chiunque: bellissima, languida, affascinante nel suo vestitino verde smeraldo. Una gioia per gli occhi: peccato si chiamasse Simone.

Insomma, le sorprese non sono mancate.

Dalle 16,00 sono iniziati ad arrivare i primi bambini, richiamati dalla musica dei cartoni animati (anni ’80, ma vanno sempre bene….) che subito hanno sistemato sul piazzale le loro mercanzie, come piccoli agguerriti venditori.

Col trascorrere dei minuti lo spazio antistante la chiesa si è letteralmente popolato da una miriade di bambini vocianti che pubblicizzavano le loro merci e nelle pause visitavano le bancarelle degli altri. Pokemon, Playstation, carte da gioco, pupazzi alti quasi due metri, mostri di ogni genere ma anche collanine, braccialetti, bambole e libri. La fiera del giocattolo usato stava andando a gonfie vele.

Nel frattempo è successo l’incredibile: tutti i bambini che contrattavano sul piazzale sono stati attirati dagli stands dei giochi proposti dal Clan, come api sul miele.

Una valanga di ragazzini si sono immersi in atmosfere calcistiche e western, buttando giù piramidi di barattoli, decorandosi la faccia di nutella, facendo la barba a colorati palloncini e risolvendo difficilissimi puzzle. Ma la cosa straordinaria è stata che più bambini giocavano, più ne arrivavano.

Il successo strepitoso, documentato dalle foto, si è manifestato nelle lunghe file che i bambini facevano per aspettare il loro turno di gioco. Sembrava di essere al Luna Park.

Complice la calda giornata i fratellini del branco spremevano aranciate e limonate alla velocità della luce, rinfrescando i piccoli (e grandi) giocatori.

Il quadro generale della riuscita non sarebbe completo senza un approfondimento.

Sono personalmente passato tra le bancarelle dei piccoli compra-venditori per un mini sondaggio, chiedendo a tutti se erano riusciti a vendere qualcosa  e quanti soldini avevano racimolato.

Vorrei di seguito riportare una risposta esemplificativa che mi ha dato un bambino alla domanda “com’è andata?”.

Risposta: “Mah, insomma, un po’ peggio dello scorso anno. Quest’anno sono riuscito a fare solo 90 euro”. La  mia bocca è rimasta aperta per un giorno e mezzo.

L’esempio appena riportato può essere tranquillamente esteso a tutti i bambini che hanno partecipato al Mercatino 2008, giusto per far capire che tipo di transazioni di alta finanza siano state fatte.

Verso le 19,30 le campane della chiesa hanno ricordato che erano tre ore e mezza che si giocava, commerciava, chiacchierava.

Ed è a questo che è giusto focalizzare l’attenzione per capire appieno il successo della giornata. Senza esitazione o paura di sbagliare posso dire che “alle ore 20,13 siamo stati costretti a smettere le attività di gioco per distruzione da usura degli stand stessi”. In parole povere i bambini hanno giocato talmente tanto da rompere le tavole di legno, annegare lo stand western, ammaccare i barattoli a piramide, finire TUTTA la nutella , terminare tutta la schiuma da barba e far impazzire lo scienziato già pazzo.

Un divertimento pazzesco per i bambini, una stancata come poche per il Clan e la CoCa.

A fine giornata non c’è stato tempo neanche per dirci bravi, la spossatezza aveva preso il sopravvento.

Ma non va dimenticato che sul dizionario di sinonimi & contrari alla voce “buon esito”ci sono altre due parole molto importanti: apprezzamento e riconoscimento.

Quello per i nostri ragazzi e per il loro lavoro.

 

Dario De Felicis